Il Nikel – denominato anche nichel – è un metallo che si trova in natura in svariate parti: nell’aria, nell’acqua, nel terreno ma anche negli alimenti.
Il nichel lo si ritrova anche in molti cibi, per due ragioni: perché ne sono ricchi già in natura oppure perché viene rilasciato dai recipienti in cui sono conservati. Il nichel è maggiormente concentrato nei vegetali: si stima che in proporzione ai prodotti animali la percentuale è quattro volte superiore. Questo dipende dalla concentrazione del metallo nel terreno, variando da zona a zona con un aumento della concentrazione sia in primavera sia in autunno.
Ogni organismo umano reagisce in modo differente al contatto e chi è allergico o intollerante a questo metallo sa quali cibi deve evitare o assumerne in piccole dosi, per la propria salute.
Capofila tra i cibi più ricchi di nichel troviamo il cioccolato e il cacao in polvere. Il cioccolato in polvere ha la concentrazione maggiore (9,8 microgrammi per grammo), segue il cioccolato fondente (2,6 microgrammi) e quello al latte (1,2).
Per quanto riguarda gli ortaggi i pomodori sono quelli più ricchi di nichel, ma esso è presente anche negli asparagi, nelle carote, nei cavoli, nei broccoli, nella lattuga e tanti altri. Quelli con minore concentrazione sono in genere la zucca, cetrioli, zucchine, peperoni e melanzane.
Tra le verdure con un’alta concentrazione ci sono gli spinaci – 0,30 microgrammi per grammo. Anche nella frutta secca e nei legumi troviamo un’alta concentrazione di Nichel, soprattutto le lenticchie, negli anacardi, nei ceci, nella soia, nelle noci, nelle nocciole e nelle mandorle; per quanto riguarda i fagioli rossi contengono 0,45 microgrammi di nichel per grammo. Per quanto riguarda la frutta secca, la possibilità che contiene la concentrazione più alta di nichel rispetto a quella fresca potrebbe dipendere dal trattamento industriale. Tra la frutta essiccata con più alta concentrazione troviamo i fichi, l’uvetta, le albicocche e le prugne.
Particolare attenzione va rivolta anche alle bevande: specialmente chi ha intolleranze o allergie al nichel dovrebbe prestare attenzione alle bibite conservate nelle lattine e anche consumare in maniera moderata la cioccolata, il caffè, il tè e la birra.
Così come per le bibite, i cibi conservati nei contenitori di alluminio possono aumentare la concentrazione di nichel nei cibi, quali il tonno, la carne, i legumi, la frutta e la verdura. Sarebbe preferibile scegliere cibi freschi o in alternativa confezionati con altri materiali nel caso si è allergici a questo metallo.
Anche nei cereali è presente il nichel, tra quelli più ricchi troviamo l’avena, il miglio, il mais e il grano saraceno.
Per quanto riguarda i prodotti non vegetali, il pesce ed i frutti di mare hanno una buona percentuale di nichel: in particolare le ostriche, il salmone, i gamberi, arringhe e le cozze.
Altri alimenti con alta concentrazione di nichel sono alcune varietà di latticini come per esempio i formaggini, i formaggi fusi, lo yogurt al malto oppure con i cereali e la panna montata.
Tra i dolci invece il marzapane e la liquirizia, e tutti quelli che contengono cioccolato o il cacao in polvere.
Attenzione anche al lievito chimico e ai cibi che lo contengono, alla composizione degli integratori di vitamine e di minerali, ai funghi, alla margarina e ad alcuni tipi di frutta fresca, tra cui le pere, le albicocche, l’ananas e i kiwi, oltre che ai grassi vegetali idrogenati, al dado da brodo, alle patatine fritte e alle gallette di mais o di avena. Il panorama degli alimenti permessi o da evitare è molto variegato.


