Cosa è la sicurezza alimentare? La sicurezza alimentare osserva dapprima il rispetto di precise qualità di salubrità degli alimenti sotto il profilo sanitario e igienico.
Gli operatori del settore alimentare e dei mangimi hanno il compito, con i loro controlli, di garantire prodotti sicuri attraverso la legislazione alimentare inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione fino al prodotto finale. Lo scopo prioritario è riuscire ad avere prodotti alimentari sicuri.
La FAO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) è l’organismo mondiale che ha prestato particolarmente attenzione in materia di sicurezza alimentare insieme con l’OMS (L’Organizzazione Mondiale della Sanità). Nel 1963 queste due organizzazioni hanno stilato un insieme di regole nel libro Codex Alimentarius, per proteggere la salute dei consumatori.
In tempi recenti la sicurezza alimentare è diventata prioritaria in Europa.
L’Europa nel 2002 diede vita all’agenzia europea EFSA, ossia L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, con l’obiettivo di utilizzare un piano d’azione integrato, facendo coesistete la sicurezza con la qualità rispettando le tipiche produzioni.
L’EFSA è formata da una commissione di tecnici e scienziati indipendenti, ogni Stato ha i propri esperti, la sede è a Parma. L’agenzia è considerata l’organo consultivo per eccellenza della Commissione europea e detiene la responsabilità di legiferare sui temi di sicurezza alimentare. Approvando il regolamento europeo 2002/178 vennero identificate varie norme uniformate per dare garanzia sulla qualità alimentare in tutti gli stati membri.
La sicurezza alimentare è garantita soltanto attraverso azioni conformi dalla produzione alla lavorazione dei cibi. Se non si adottano specifiche misure di sicurezza e prevenzione e di controllo dei rischi, gli alimenti possono essere contaminati da molti agenti esterni, sia di natura fisica, chimica e microbiologica. Potrebbero provocare varie patologie, che in alcuni casi si rivelano mortali.
Le sostanze chimiche aggiunte non intenzionalmente agli alimenti e mangimi sono definiti contaminanti. Queste sostanze, tra cui il nichel, possono essere trovate nei mangimi.
È importante che le Nazioni dell’Unione Europea, insieme agli operatori del settore, elaborino un’attività di monitoraggio della presenza di Nichel nei mangimi e negli alimenti.
Sulla Gazzetta sono state pubblicate due Raccomandazioni con le indicazioni, per gli Stati membri, sul monitoraggio della presenza di nichel negli alimenti e nei mangimi.



